Conviene investire in materie prime?

Al giorno d’oggi conviene investire nelle materie prime? Questa è la domanda che molti si pongono, specie in un mondo attuale molto connesso online e in cui gli investimenti su materie prime, nati moltissimo tempo fa, potrebbero non trovare più posto. Ma è davvero così? Quanto sono importanti oggi le materie prime?

L’Oro: un grande valore negli investimenti

L’oro e la sua utilità gli ha fatto assumere un ruolo fondamentale nel mondo degli investimenti fin dal passato. L’oro resta oggi il bene numero uno su cui investire se si vuole essere al sicuro per molto tempo, infatti è possibile notare come le quotazioni siano sempre state a rialzo prendendo in considerazione lunghi periodi di tempo, e come attualmente possano essere una buona scelta per chi volesse diventare un buon investitore online.

Al giorno d’oggi le richieste d’oro avvengono principalmente dalle industrie, che lo utilizzano come componente fondamentale nelle produzioni per le sue eccezionali proprietà metalliche, sfruttate soprattutto in paesi asiatici che lo utilizzano nelle proprie produzioni.

L’oro è inoltre un bene rifugio, in cui è possibile investire in periodi di incertezza o di crisi, andando poi a ricapitalizzare evitando di muoversi in un mercato finanziario incerto. Il prezzo dell’oro si mantiene comunque quasi costantemente su valori piuttosto alti e, nonostante sia ovviamente soggetto a oscillazioni, il suo prezzo tende comunque sempre a scalare i prezzi, essendo oltretutto considerato come il bene rifugio d’eccellenza per i propri capitali: anche quando il mercato è tendente al ribasso, gli investitori acquistano numerose quantità d’oro, mantenendone alti i prezzi.

Materie Prime, perché sono attuali ancora oggi?

Il prezioso oro nero

Mentre il mondo è spinto verso sistemi di consumo energetico sostenibili nel lungo periodo (le energie rinnovabili), attualmente il petrolio recita uno dei ruoli fondamentali nel mondo degli investimenti e sembra davvero difficile poterne fare a meno.

Il petrolio è una buona fonte d’investimento che viene scambiata in contratti a termine o spot sul mercato, ovvero con dei veri e propri contratti a scadenza: acquistando una determinata quantità di barili (unità in cui si vende il petrolio) si avrà una scadenza contrattuale a 3 o 6 mesi che ne impone la vendita con il prezzo della vendita stessa stabilito in anticipo sul contratto.

La richiesta di petrolio orientativamente si è sempre mantenuta su valori elevati, grazie al continuo utilizzo dell’oro nero in diversi ambiti, cosa che per diverso tempo ha reso sicuro investire su questo bene; negli ultimi tempi le cose sono leggermente cambiate per via di una sovrapproduzione del prodotto a cui non è corrisposta una riduzione delle quote, con gli investitori che hanno venduto in massa abbassando il prezzo al barile.

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